sabato 31 ottobre 2009

TRA(ns)DIZIONI


Difese tradizionali che affondano nelle viscere – nelle aperture, sarebbe il caso di dire, in quelle brecce che l’immagine, ad uso e consumo di qualche proprietario di media, tanto per rimanere sul vago – di un sistema dell’immagine che, a sua volta, non affonda bensì viene fondato su strane e simboliche tradizioni (superstizioni, per chi si affaccia sul baratro e vede solo il flaccido e snervante barcollare di un eventuale trombone di turno). Signora Marrazzo e famiglia, ovvero un cordone ombelicale o un cancro inestirpabile ( tengo a sottolineare: inestirpabile non patologico) famiglia come declinazione del controllo – direi dell’ubuesco (ormai) giaciglio di nichilismo – verità come Aletheia ormai ridotta al ridicolo del tecnocrate gendarme. L’ossimoro: tradizione militaresca dal vago sapore larussiano ( Caso Cucchi: La Russa sapor di fez difende gli assassini del giovane, sulle orme del papà o –papa - Almirante il fucilatore) che con qualche alambicco tecnico vìola la tradizione della sana e robusta famiglia (quella era la salute!) Tradizioni a confronto che bivaccano lungo i cervelli – con annessi neuroni residui – dell’Italia che si riscopre, sovente, portatrice di peccato. Peccato dell’immagine, esiste quello che vediamo. Esiste il corpo massacrato ( dalle forze dell’ordine, si ma di quale stato? – la s minuscola è d’obbligo oltre che ovvia – un arresto equivale ad un omicidio, è la difesa dello stato, è la difesa del m-i-enestrello LaRussa) di Stefano Cucchi. E’ la locuzione diverso a giungere, solerte, negli anfratti uditivi del popoletto che coglie la diversità come indice di per-versione di ciò che la produzione di verità decide di far vedere. Trans e spacciatore. E’ il turpe, l’irregolare, l’anormale che fa la differenza, è l’anormale che usurpa il territorio infecondo e virtuale della tradizione, della famiglia. A pensarci bene il grido del bambino è rivolto ai due genitori, disattenti perché distratti da qualche Maria (marja) De Filippi di troppo o da qualche amante tanto per sentirsi trasgressivi (o trans-gressivi) mamma e papà: i singoli riuniti nella totalità. E’ questa la serenità. Peccato la tecnocrazia dei videofonini ma si sa, l’immagine è violenta. Non che faccia l’apologia dell’iconoclastia ma se ti combini nella zona dell’Acqua Acetosa con Gasparri intento a cercare l’Apeiron (frase interrotta per dare libero arbitrio all’immaginazione dei lettori) Solo coccole – materne e paterne – afferma Natalie la preferita del marito della signora M. Manganelli, pugni e calci invece per Stefano vittima di qualche altra tradizione – quella del manganello paterno (mussoliniano) larussiano della beneamata nei secoli sempre fedele alle tradizioni - . Golpista lo stato (s sempre minuscola volutamente) golpista l’ esecutore fisico (amplessi parlamentari a parte). Piccolo compendio di ermeneutica: Il cavaliere – deus ex machina, vale la pena ricordarlo – agisce mediante il suo linguaggio – il neo-linguaggio italiano – si eclissa e riappare, produce, ad hoc, la realtà mescolandone le carte – il mazzo è suo - . Immagine: Napoli, omicidio di camorra. Una persona scavalca il cadavere come fosse un escremento, un’altra donna si dà alla fortuna con un gratta e vinci con il cadavere che le giace a fianco: l’illusione virtuale conta più di un cadavere per strada. In fondo, parafrasando Guccini (nella canzone Addio), le lotterie costituiscono l’ unica fede in cui sperare.

- Stefano Cucchi, 31 anni, arrestato per un po’ di marjuana e restituito cadavere ai familiari. La difesa dei carabinieri: “Le camere di sicurezza non sono alberghi”.
foto: Le charme discret de la bourgeoisie (1972) di Luis Bunuel
Marco
Leningrad cowboys blog

1 commenti:

Alligatore ha detto...

Impeccabile Marco e grande quel film. Io avrei messo però la sequenza finale di "Easy Rider". Detto tra parentesi: ci mancato tanto quei film grandi? Oggi la realtà viene narrata da piccoli schermi micro-borghesi (che la maggior parte guarda, purtroppo) e trae solo da lì la propria "cultura". Forse per questo la situazione è così catastrofica...