
Atmosfere bergmaniane e un certo retrogusto rohmeriano per la nuova fiction del canale aziendale di punta: ad interpretare il nuovo capolavoro, firmato mediaset, non è stata chiamata né Bibi Andersson né Marie Rivière. A ricoprire il ruolo femminile sarà l’Enfant prodige della televisione nostrana – cinema e televisione, bè è la stessa cosa! Il cinema d’autore è chiaramente “un complotto” della sinistra disfattista - la velina e modella, Belen Rodriguez. Titolo dell’ultima fatica aziendal-padronale: “Famiglia italiana”. Sorgono a tal proposito incaute interpretazioni. Una mossa assolutamente politica e filoprogressista ordita dalla destra finiana contro i separatisti-sioux leghisti, una strategia di sdoganamento dell’etica esterofila e multietnica e una netta presa di posizione contro le iconografie stile Massaie rurali – e ciò, ad esser proprio sinceri, ha eccitato non poco le fantasie maschie e gasparriane di qualche aennino, forse un po’ nostalgico- della donna leghista. Belen Rodriguez – che proprio ariana par non essere - vince il testa a testa – è periodo di ballottaggi! – contro la casalinga di Voghera ,spinta dal celtico Cota, come simbolo identitario della famiglia italiana. Ciò può rappresentare la prima interpretazione, ovviamente di tipo politico.
Una seconda analisi, vagamente attendibile, tende ad inglobare nella vicenda il Presidente del Consiglio in persona – che di solito non è poi così presente quando si tratta di scegliere giovani donne, con tanto di inviti privati, in vista di qualche incarico importante! – Cosa può esserci di meglio di una velina, seminuda, possibilmente silente ma con altri sofisticati linguaggi come rappresentante e come paradigma della donna italiana nell’epoca, forse sarebbe meglio parlare di era, berlusconiana? La concezione della donna ai tempi del berlusconismo può essere sintetizzata da un pensiero ermetico sfoderato dall’avvocato-parlamentare del Premier, Niccolò Ghedini, che definisce il suo assistito un utilizzatore finale – nello scandalo Barigate -. Utilizzatore di cosa? Della merce-donna, della donna svilita ad oggetto da assoggettare, da controllare. In fin dei conti Berlusconi sarebbe secondo la ricostruzione, l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile. La donna, nella visione ghedinian-berlusconiana, è una realtà ridotta a materialità corporea priva di diritti, da acquistare e smerciare. L’elogio della bellezza, dell’ossessione rivolta al corpo tipica del berlusconismo è l’espressione esteriore e violenta di una concezione troglodita della donna, uno svilimento perpetuato attraverso il linguaggio e le azioni berlusconiane, volte alla riduzione di un corpo come oggetto da sfruttare; un abbrutimento profondo e bieco della concezione della donna. L’ ”utilizzatore finale” ha creato, grazie al suo potere linguistico-mediatico e alle sue azioni ripugnanti, una concezione barbara della donna, un insulto vergognoso a tutte le donne che non si sentono assimilabili alle presunte attricette seminude che popolano le televisioni e le stanze di Palazzo Grazioli -anzi prima talune stanze di Palazzo Grazioli e successivamente le televisioni e/o i vari Parlamenti-. Sarebbe alquanto interessante che, sia in veste di padrone dell’azienda mediaset
– dalla quale prenderà vita “Famiglia italiana”- sia in veste di sostenitore del family-day nonché di Presidente del Consiglio investito dagli scandali vergognosi –da Noemi al Barigate- rispondesse, questa volta, soltanto a due sole domande:
1 Signor Presidente qual è la Sua concezione della donna?
2 Che significato ha per Lei “la famiglia”?
Subito dopo, dal salotto di Ballarò, interverrà Bondi: Il Presidente Berlusconi ha già risposto a queste due domande. Il che purtroppo è vero. In questo paese persino Bondi riesce ad avere ragione.
Una seconda analisi, vagamente attendibile, tende ad inglobare nella vicenda il Presidente del Consiglio in persona – che di solito non è poi così presente quando si tratta di scegliere giovani donne, con tanto di inviti privati, in vista di qualche incarico importante! – Cosa può esserci di meglio di una velina, seminuda, possibilmente silente ma con altri sofisticati linguaggi come rappresentante e come paradigma della donna italiana nell’epoca, forse sarebbe meglio parlare di era, berlusconiana? La concezione della donna ai tempi del berlusconismo può essere sintetizzata da un pensiero ermetico sfoderato dall’avvocato-parlamentare del Premier, Niccolò Ghedini, che definisce il suo assistito un utilizzatore finale – nello scandalo Barigate -. Utilizzatore di cosa? Della merce-donna, della donna svilita ad oggetto da assoggettare, da controllare. In fin dei conti Berlusconi sarebbe secondo la ricostruzione, l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile. La donna, nella visione ghedinian-berlusconiana, è una realtà ridotta a materialità corporea priva di diritti, da acquistare e smerciare. L’elogio della bellezza, dell’ossessione rivolta al corpo tipica del berlusconismo è l’espressione esteriore e violenta di una concezione troglodita della donna, uno svilimento perpetuato attraverso il linguaggio e le azioni berlusconiane, volte alla riduzione di un corpo come oggetto da sfruttare; un abbrutimento profondo e bieco della concezione della donna. L’ ”utilizzatore finale” ha creato, grazie al suo potere linguistico-mediatico e alle sue azioni ripugnanti, una concezione barbara della donna, un insulto vergognoso a tutte le donne che non si sentono assimilabili alle presunte attricette seminude che popolano le televisioni e le stanze di Palazzo Grazioli -anzi prima talune stanze di Palazzo Grazioli e successivamente le televisioni e/o i vari Parlamenti-. Sarebbe alquanto interessante che, sia in veste di padrone dell’azienda mediaset
– dalla quale prenderà vita “Famiglia italiana”- sia in veste di sostenitore del family-day nonché di Presidente del Consiglio investito dagli scandali vergognosi –da Noemi al Barigate- rispondesse, questa volta, soltanto a due sole domande:
1 Signor Presidente qual è la Sua concezione della donna?
2 Che significato ha per Lei “la famiglia”?
Subito dopo, dal salotto di Ballarò, interverrà Bondi: Il Presidente Berlusconi ha già risposto a queste due domande. Il che purtroppo è vero. In questo paese persino Bondi riesce ad avere ragione.
Marco
Leningrad cowboys blog


2 commenti:
Ciao Marco, bentornato. Grande articolo ma il berlsucones medio manco lo sa leggere. Sembri ostinarti ad usare un lessico di base superiore alle 10 parole...questo Marco non è bello, non è patriottico, non è popolare. Vedi questa è la dimostrazione che il popolo sta con noi, o che noi stiamo con il popolo e tu sinistrorso sei invece lontano dal popolo, dalla sua veracità e profonda saggezza.
BONDI.
;-D
Ho ascoltato e gradito gli Ashram.
Come utilizzatrice finale di questa politica devo fare grandi applausi alle donne che li votano, aggiungo pure quelle che muovono la gonna dinnanzi ai potenti per avere dei favori, e quelle che si ostinano a frequentare le Chiese (l'Inquisizione amava le donne!).
Ottimo post, come sempre.
Gio
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